Si protegge Dio.
Ma chi ci protegge da Dio?
Dalla sua presenza ingombrante ,
dalla sua credenza ossessiva .
Forse non si crede in lui, ma in ciò che c’è intorno a lui :
i riti,
i simboli,
le ricreazioni,
le gite,
la socialità che questi eventi creano ,
.
Dio come un amuleto
appeso al collo da strizzare per timore,
per superstizione.
per superstizione.
Dio che si dribbla
nella sofferenza carnale, per affidarsi
alla medicina, alla scienza.
Dio che non s’invoca nella solitudine, come
un diafano silenzio accertato .
Dio che non emancipa dalla paura ,
ma che paradossalmente rende più pavidi e
rancorosi .
Dio che solo nei
momenti corali acquista vita, come un esorcismo collettivo che conforta la sua aleatorietà .
Dio che coltiva con il suo seme terreni culturalmente poveri .
Dio che si acquisisce come un’eredità senza appello,
che si protegge dai miscredenti e dagli infedeli come una cosa preziosa diventata ormai un orpello.
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