C'era un mondo di
pietra ,
o di ferro ,
una volta intorno
a me,
duro e
impenetrabile come il silenzio dei miei pensieri.
Così silenti e
saturi di colpa e di vergogna, che nemmeno io li ascoltavo.
C'era un velo
opaco che avvolgeva il mio cuore e rifletteva sui miei occhi
un mondo triste e grigio.
Ero lontana da
quel mondo,
ma più lontana
ero da me stessa.
C'erano presenze
grevi ad alimentare la colpa di esistere,
inconsistenti
nel darmi amore .
Quel mondo opaco
il tempo l'ha rischiarato, illuminando verità in fondo già
sapute.
Ora in una
contingenza difficile, dinamiche familiari perverse si son
palesate.
Ed è come
scoprire che non era un brutto sogno,
che la verità
nuda, messa davanti agli occhi,
ancora più dolore
insinua,
e nessun senso
di colpa placa.
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