Il mio essere stracciato dalle note di
una chitarra,
pervaso dal suono ipnotico
che rimanda una sofferenza straziante
e leggera,
una malinconica euforia che sfiora le
corde del mio profondo.
Più non mi trovo,
la mia esistenza ho dimenticato ,
eppure a me stessa sono così presente.
ma non sono più il centro del
mio mondo,
fluttuo triste e leggera ammaliata
dalla bellezza del suono.
Sono io,
proprio quella che nessuno conosce,
nemmeno io.
Quella evanescente,
trasportata nell'infinito sconosciuto,
trasportata nell'infinito sconosciuto,
da sempre conosciuto.
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