giovedì 27 gennaio 2022

Come in un videogioco

Come in un videogioco giocano alla guerra,

ma non sferrano colpi violenti,

 consigliano e poi minacciano.

Le loro mani non sono lorde di sangue

e la loro  nomea non è quella  di  cattivi.

 ma di    buonisti.  

Sono  maestri d'ipocrisia.

 depositari  di  bontà e   verità.

novelli filantropi,

santi.

 La fine del gioco  collima con la realizzazione intera del loro programma.

Mandano in avanscoperta i loro burattini come i personaggi di un videogioco

attori che vomitano odio,

mentre declamano principi etici

mentre  ridono nel raccontare la sventura delle vittime,

 mentre un sorrisetto maligno,

appena accennato increspa le loro labbra.

 Mentono sapendo di mentire

e nessuna innocenza li assolve.

Giocano, 

e il loro punteggio cresce ogni giorno,

il loro montepremi si dilata a dismisura.

 I burattini ricevono blandizie e ricchi premi per aver  ubbidito.

Le loro mani non sono  lorde  di  sangue,

ma  le  loro coscienze  si,

quelle  coscienze  dormienti  o inesistenti. 

 La loro Melliflua  malvagità   dissemina  sofferenza,

disperazione e morte,

solitudini disperate fresche di separazioni importanti,

di consapevolezze dolorose. 

 Ma loro giocano con le vite come in un videogioco.

   

  

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