Come in un videogioco giocano alla guerra,
ma non sferrano colpi violenti,
consigliano e poi minacciano.
Le loro mani non sono lorde di sangue
e la loro nomea non è quella di cattivi.
ma di buonisti.
Sono maestri d'ipocrisia.
depositari di bontà e verità.
novelli filantropi,
santi.
La fine del gioco collima con la realizzazione intera del loro programma.
Mandano in avanscoperta i loro burattini come i personaggi di un videogioco
attori che vomitano odio,
mentre declamano principi etici
mentre ridono nel raccontare la sventura delle vittime,
mentre un sorrisetto maligno,
appena accennato increspa le loro labbra.
Mentono sapendo di mentire
e nessuna innocenza li assolve.
Giocano,
e il loro punteggio cresce ogni giorno,
il loro montepremi si dilata a dismisura.
I burattini ricevono blandizie e ricchi premi per aver ubbidito.
Le loro mani non sono lorde di sangue,
ma le loro coscienze si,
quelle coscienze dormienti o inesistenti.
La loro Melliflua malvagità dissemina sofferenza,
disperazione e morte,
solitudini disperate fresche di separazioni importanti,
di consapevolezze dolorose.
Ma loro giocano con le vite come in un videogioco.
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