martedì 19 luglio 2022

A mia madre

 Sei  sempre tu,

più fragile e più tiranna,

con lo stesso sguardo  sempre  accigliato   dei miei ricordi infantili.

La pretesa dolcezza di un breve tempo  è già svanita,

fulminea come  il  lampo di un temporale estivo. 

Sei sempre tu,

quella che non reclama amore 

ma solo obbedienza.

Sei sempre tu,

testarda e volutamente  smemorata.

 Nemmeno questa tua nuova fragilità scioglie il tuo orgoglio,

o intacca la tua presunzione.

Potresti lasciarti andare ora,

piangere, 

liberarti dalla cappa pesante della menzogna,

permettere alla luce di filtrare attraverso l'opacità dei piccoli e grandi segreti celati,

senza timori di scandali,

o di  sgretolare una famiglia già sgretolata.

Potrei accarezzarti la testa e comprendere il tuo dolore con amorevole pietà filiale,

non con la pietà umana, ma distaccata  che provo ora. 


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