Sto vivendo incessantemente una lacerazione dentro di me tra due mondi collocati su piani diversi di consapevolezza, di realtà e di emozione. Come se la mia mente fosse spaccata in due tra quello che vivo fuori e quello che sento dentro, percepisco, avverto. In verità ho sempre vissuto questa lacerazione fatta di forti contraddizioni, di pesanti incongruenze. Sembra che questa dimensione, questo mondo non mi abbia mai coinvolta veramente, che fossi sempre su un piano diverso, lontano, ma che comunque per viverci avessi bisogno di persone diverse da me, profondamente, che mi appoggiassero e mi sostenessero, perché in questo contesto io non fossi in grado cavarmela con le mie forze. Questa debolezza mi fa vergognare di me stessa, forse di non aver colto la bellezza di questo mondo sopra ogni cosa, di non aver sorvolato abbastanza sopra la sofferenza di questa mia lacerazione interna e sopra il mio senso di colpa costante, come se dovessi espiare la colpa di essere qui, come se non ne fossi degna, o che non fosse il mio universo.
Amo con tutta me stessa la mia famiglia, l'uomo che ho scelto, ho bisogno di loro per esistere, per dare un senso alla mia vita, ma spesso, soprattutto ORA sento che non sono affatto sulla mia lunghezza d'onda, che a volte sia molto difficile comunicare con loro su un piano meno superficiale, che non siano questioni prettamente concrete e quotidiane, o notizie che non siano in sintonia con quelle riportate dai media ufficiali, senza incorrere in discussioni veementi.
Dal 2020 in poi tutto è cambiato e lì è iniziata la svolta riguardo alla mia percezione della realtà. La lacerazione si è materializzata ed ha in qualche modo saldato il mio mondo interiore con quello esteriore. Quelle che sembravano solo mie sensazioni si sono rivelate appartenenti anche al mondo reale, o al sogno che stiamo vivendo tutti su questo pianeta. Le mie percezioni hanno avuto un inaspettato riscontro. Come se mi fossi destata da un sogno ad occhi occhi aperti e ora quel sogno evidenziasse tutti i suoi particolari terrificanti davanti ai miei occhi, talmente terrificanti da essere ignorati e rifiutati dalla maggior parte delle persone, ma non da me. In effetti da una parte è stato come poter fornire delle spiegazioni tangibili a quel mio malessere indefinibile. Avvertivo troppo frastuono di sottofondo e troppo silenzio intorno. Un silenzio avaro di spiegazioni e pregno di favole menzognere. Un silenzio reticente camuffato da un frastuono distogliente.
Il male, la propaganda, il raggiro, si sono disvelate agli occhi di chi era in grado di vederli in tutta la loro crudezza ; il male sempre travestito da bene per poter attecchire nelle menti ipnotizzate delle persone. La coltre nebbiosa di ipocrisie è stata squarciata e gli agnelli hanno smesso le loro maschere per mostrare i loro volti da lupi, da demoni, da mostri. Ma c'è un'umanità sorda e cieca che resiste indefessa di fronte alle proprie illusioni e non accetta il crollo di un mondo preordinato per il loro inganno, anche di fronte alle evidenze. Puoi implorare, convincere, evidenziare con la logica e perfino con le prove, ma loro ti odieranno e assolveranno sempre i loro aguzzini. Per loro sei il niente, non hai titoli, non hai preparazione, non hai competenza, i demoni invece sempre.
Ho visto quelli che consideravo miei simili piegarsi alla propaganda martellante del terrore quotidiano, alla burla delle mascherine, all'accettazione della reclusione per il bene comune, all'obbedienza di regole umilianti e ridicole, all' inoculazione di sieri sperimentali senza battere ciglio, a quel punto ho compreso il perché della mia distanza da loro, dell'alienazione da questo modo, da questa MATRICE.
Ho pregato i miei cari di non cedere ai loro ricatti, ma loro no, hanno seguito le sirene allarmistiche e ora vivo nel terrore per loro.
Amo questa densa dimensione materiale nonostante tutto, tante cose belle mi tengono legata a questo mondo più che in passato, ma com'è difficile non odiare allo stesso tempo i demoni di un disegno demoniaco e i loro inconsapevoli collaborazionisti.
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