sabato 16 maggio 2026

Conoscenza selettiva

 Esiste sul concetto di conoscenza una grande contraddizione rispetto al suo significato. Da una parte la si esalta e dall'altra poi la si stigmatizza. Conoscere tramite il pensiero speculativo si ritiene sia una pratica encomiabile, basti pensare ai pensatori, filosofi e intellettuali, devo dire però sempre meno apprezzati e considerati oggi. Il voler conoscere però sembra abbia un limite soprattutto per i comuni mortali, gente del popolo, superata una a certa soglia diventa presunzione, colpa, una sfida contro Dio . Emblematica è la narrazione biblica di Adamo ed Eva, la mela e il serpente, con conseguente espulsione dei  trasgressori  dall'Eden come punizione eterna per questo affronto. La conoscenza circola attraverso i canali scolastitici,  mediatici e cosiddetti scientifici, sembra impostata per conoscere solo alcune cose prestabilite  e certificate da qualcuno. Conoscenze speculative che si discostano da questi canoni vengono considerate complottiste e finanche pericolose. Ora a me viene spontaneo chiedermi perchè si debbano conoscere alcune cose ed altre no, fino a mettere dei paletti da non oltrepassare. Ammesso anche che le conoscenze a noi trasmesse siano vere e non depistanti. Molti hanno acconsentito alla rappresentazione della realtà e della verità così come ci viene narrata senza porsi dubbi  o quesiti, ma altri come me intravedeno in questo racconto grandi lacune e  incongruenze. Mi viene da chiedereva a chi giova la divulgazione selettiva della conoscenza, per quale motivo se non per un fine di controllo ed assoggettamento e soprattutto cosa non si deve conoscere?

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