martedì 8 gennaio 2013

Quelle donne

Quelle donne timorate di Dio,
 Le pie  donne della messa alla Domenica, e se possibile   anche degli altri giorni della  settimana,
 Le matriarche dedite alla famiglia, che  sacrificano i loro bisogni per i figli,
che accudiscono i mariti malati e non,  oltre ai   genitori anziani.
 Che  lavorano a volte anche fuori casa, ma lo fanno solo per il bene della famiglia e non per se stesse
Che partecipano alla vita comunitaria,
 presenziano   ad ogni funerale,
 piangendo come se il defunto  fosse un loro  congiunto.
Che conoscono i  guai di ogni famiglia e le vicissitudini di ogni singolo componente.


Quelle donne che si mettono su di un piedistallo per essere adorate come  madonne,
 che vanno a messa perché così fan  tutti,
 che credono veramente, ma non sanno perché.
Quelle madri che in cambio dei  loro sacrifici  pretendono la dedizione totale al loro giogo.
Quelle che sospirano in continuazione,
si lamentano,
strepitano,
  cedono alla prima  difficoltà  sfogandosi con chi non c'entra nulla  e   assolvono al contempo  con pusillanime fervore il loro Dio.
Quelle persuase che per il futuro dei loro figli l'istruzione non sia necessaria, ma che lo sia il matrimonio, 
 che le figlie in particolare debbano favorirlo con le arti e gli strumenti seduttivi posseduti.
Quelle che mettono la famiglia   al di sopra di tutto ,
 quella famiglia che alimentano con il loro veleno, crescendo in grembo piccole serpi che s'intossicano a vicenda.

Quelle madri che  amano solo i figli maschi di un amore morboso, quasi incestuoso, che odiano le figlie femmine e tutte le altre donne,
 perché  loro  sono  le uniche degne rappresentanti di questo genere.
Quelle donne così dimesse che civettano discretamente con ogni uomo che incontrano,
vedono in ogni altra donna una rivale
 e inscenano  competizioni      al momento  per catturare l'interesse  del malcapitato ,
inconsapevolmente o meno   per loro    superiore.
Quelle che sono in gara costante con le rivali, in ogni  situazione e attività.
Quelle che segretamente tradiscono o sono tradite,
  che resistono  non per   amore, ma   per convenzione.
Che hanno  abbandonato sentimentalmente i loro  uomini da tempo e li hanno sostituiti     con i figli,
che  manipolano quei mariti stanchi , approfittando della loro pigrizia e vigliaccheria.
Quelle  che non hanno ambizione alcuna e sono convinte  che gli unici lavori a loro riservati siano quelli umili.
Quelle che si crogiolano nel dolore  degli altri e godono delle disgrazie altrui,
per cui la vita degli altri rappresenta  un teatro ,
 unico  antidoto al vuoto delle loro vite.
Quelle donne  somigliano a mia madre,
sono le donne antiche di un sud  remoto che ancora esiste e che esisterà   ,
 perché le  figlie e forse le nipoti sono ancora come loro.
 

Nessun commento:

Posta un commento