lunedì 29 dicembre 2014

Cibo

Lei ci preparava da mangiare ogni giorno
quell'atto era l’unico segno manifesto d’amore per noi,
anche il suo affetto fisico era veicolato attraverso il cibo e da esso veniva sostituito.
Quell'atto rappresentava un potere assoluto d’amore e di vita,
che esercitava su di noi.
Del resto il cibo è sinonimo di vita: “Se non mangi muori” si dice da noi.
Cucinare dalle nostre parti è ancora molto importante.
La domanda che ci si rivolge spesso tra conoscenti, amici e parenti è: “Hai mangiato?”.
In questa domanda è insito tutto il significato,
che si attribuisce al cibo, come espressione d’affetto, d’interesse, di preoccupazione tra le persone.
Come se i sentimenti passassero sempre e solo attraverso il cibo e fosse l’unico modo per esprimerli.
Questo modo d’intendere l’amore ha condizionato pesantemente la mia vita.
Come poteva non essere così?
Esso è la mia mamma,
Il mio amore primordiale.
Ora è diventato il mio lavoro quotidiano,
la mia missione,
La mia ossessione.
Adesso ho in mano quel potere, che forse intimamente ho sempre invidiato a mia madre.
Spero non costituisca l’unico mio modo d’amare, o peggio un suo surrogato.


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