giovedì 19 febbraio 2015

Tempo compiuto

C'era una volta un tempo compiuto,
Fluiva senza scorrere nel cielo azzurro di primavera.
Nei prati punteggiati da margherite.
Negli anfratti dove facevano capolino timide viole


Sui nostri passi che guadavano il fiume.
Sui nostri candidi corpi avvolti dall'acqua.
Sugli schiamazzi delle nostre voci puerili.




Sulla chiesa madida di odore di cera e d'incenso.
Sul Dio dentro le pagine del catechismo.
Quel Dio buono e severo che guidava le nostre esistenze.
Il Dio di mia madre, diventato mio senza esitazioni.


I miei occhi guardavano solo quel mondo e
la luce filtrava immagini nitide sui miei occhi spalancati.


Ora scorgo tanti orizzonti con gli occhi socchiusi, e con i miei tanti pensieri li vedo.
Sento scorrere il tempo su di me, con l'angosciosa sensazione di un tempo che mai si compirà.
Il Dio di mia madre non c'è più, forse non c'è più nessun Dio.



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