C'era
una volta un tempo compiuto,
Fluiva senza
scorrere nel cielo azzurro di primavera.
Nei prati
punteggiati da margherite.
Negli anfratti
dove facevano capolino timide viole
Sui nostri passi
che guadavano il fiume.
Sui nostri
candidi corpi avvolti dall'acqua.
Sugli schiamazzi
delle nostre voci puerili.
Sulla chiesa
madida di odore di cera e d'incenso.
Sul Dio dentro le
pagine del catechismo.
Quel Dio buono e
severo che guidava le nostre esistenze.
Il Dio di mia
madre, diventato mio senza esitazioni.
I miei occhi
guardavano solo quel mondo e
la luce filtrava
immagini nitide sui miei occhi spalancati.
Ora scorgo tanti
orizzonti con gli occhi socchiusi, e con i miei tanti pensieri li
vedo.
Sento scorrere il
tempo su di me, con l'angosciosa sensazione di un tempo che mai si
compirà.
Il Dio di mia
madre non c'è più, forse non c'è più nessun Dio.
Nessun commento:
Posta un commento