giovedì 12 marzo 2015

C'è chi racconta

c'è chi racconta il passato.
storie comuni,
   striate da righe più o meno   profonde sul viso un po' patetico da vecchi.
Con modulazione invadente e saputo egotismo di chi teme la dimenticanza dei suoi simili,
l' abbandono indubitabile e prossimo della vita.
Con leggerezza cinica di chi passa sopra le morti dei giovani declamando una saggezza che non gli appartiene ,
che si eclissa subitaneamente di fronte all'eventualità della propria morte.
Che si esprime con la paura che li attanaglia allorché un coetaneo è chiamato alla dipartita.
Che si esplica con il rancore insensato verso chi è più giovane ;
il disprezzo aprioristico nei confronti del loro operato e l'indifferenza per il loro disagio attuale.
La comprensione per gli altri si frantuma di fronte alla incomprensibilità della morte, 
Nemmeno la sua religiosità mette un freno alla paura smisurata della morte.
la recitazione ossessiva di messe e rosari è solo un tentativo mal riuscito di esorcizzare quell'irrefrenabile paura.





 

Nessun commento:

Posta un commento