lunedì 22 giugno 2020

Due sere

Sono due sere che vai via,
senza voltarti a darmi l'ultimo bacio,
senza indugiare prima di lasciarmi.

Quando ti  allontani e poi scompari dietro la porta,
una parte di me si sgretola,
si frantuma nell'incomprensione di quel distacco,
di quel saluto sospeso.

La voglia mia di trattenerti,
di stendere una mano dietro di te,
di richiamarti con le parole che premono nel mio petto,
si consuma in sguardi inermi.

La  rassegnazione in ultimo scivola  su  ogni mio desiderio di trattenerti,
lasciandomi stupidamente a guardarti andar via,
tu che vai via mogio,
forse con dentro le mie stesse intenzioni celate,
così in contraddizione con l'inermità di quel distacco.

Com'è diverso quel distacco dal distacco di altre sere,
quando nulla ha turbato il nostro tempo insieme.
Quando sento dentro di me una gioia tranquilla,
quando la mia sete d'amore è stata saziata,
quando la mia smania di vita è stata appagata.

Quando le nostre mani rimangono allacciate,
fino a che i nostri passi non ci  allontanano 
e sono costrette   a sciogliersi.   

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