Siamo tutti là,
in quella zona grigia della moralità.
Rimaniamo sempre in una posizione di opaca neutralità,
mai schierati veramente verso il bene,
o interamente verso il male.
Il male predomina in un mondo di assurda competizione,
invidia e divisione.
In fondo essere buoni,
non ambire ad un traguardo di aggressiva scalata sociale
è come dichiarare il proprio fallimento.
Chi ha avuto successo era già predestinato,
oppure è stato persuaso con ricchi premi e promesse di popolarità personale,
alla fine
a volte ricattato per conservare quel successo.
Qualcuno mente quando ci dice che un nessuno possa diventare qualcuno dal nulla
noi non non capendo,
non potendo esserlo sentiamo sulle nostre vite tutta la sconfitta del mondo.
Ammiriamo quei personaggi di successo come i bambini con i supereroi delle favole e dei cartoni.
Il bene non paga in questo matrice ingannevole predisposta verso la selezione del più forte,
il più astuto,
il più cinico.
Nessuno ci ha mai detto che forse il successo autentico per noi potrebbe essere quello spirituale,
arrivare alla nostra essenza,
scoprirla,
coltivarla,
innalzarla.
Potremmo toglierci da quella zona opaca per risplendere come pietre preziose.
Si potrebbe edificare un mondo di solidale collaborazione umana.
Vedremmo noi negli altri come un unico universo ricomposto
diviso solo in questa matrice.
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