Provo a mettermi nei tuoi panni,
so farlo abbastanza bene,
è una mia prerogativa immedesimarmi negli altri.
Capisco il tuo cruccio,
ti sarai chiesta diverse volte,
oppure sempre
come un chiodo fisso,
il perché della mia esistenza,
della mia venuta,
di quel corpo estraneo nella tua vita e nella comunità.
Non hai accusato Dio per bigottismo religioso,
avrai accusato il caso, il demonio,
me,
quasi sicuramente più me.
Forse nella tua mente mi avrai percepita come un segno del male,
forse sto esagerando,
forse no,
ma forse non mi hai amato proprio per questo.
Ti sarai chiesta: "perché è capitata proprio a me? Che male ho fatto?"
Avresti voluto una persona stabile, conforme alla tua visione del mondo,
confortevole per il tuo pensiero lineare.
In fondo non ho sconquassato il tuo mondo,
alla fine mi sono piegata alla società,
ma non quanto avresti voluto,
non verso di te,
non l'ho mai fatto,
è vero,
la mia resistenza è stata ad oltranza,
come la tua verso di me .
Un tira e molla fino alla fine,
un conflitto insanabile.
Ora cerco di mettermi nei tuoi panni per capire,
senza più accuse,
senza pretese,
senza rancori
solo per capirti.
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