Lungo il cammino appaiono tunnel improvvisi da attraversare,
lunghe gallerie che sembrano non finire mai,
dove non si sa se la luce illuminerà ancora quel buio piombato sui tuoi occhi.
La strada è lunga,
il percorso accidentato,
con nuovi ostacoli da superare.
La speranza vacilla,
ma resta viva,
quella speranza è solo la tua forza ostinata
spuntata naturalmente,
senza sforzo,
è un riflesso automatico,
l'istinto di sopravvivenza scritto nel nostro corredo genetico.
Sembra che tutto il male accada nello stesso periodo di tempo,
un episodio dopo l'altro.
Il calendario sembra annoverare quei periodi ripetitivi,
ciclici.
Sembra un gioco crudele che ti mette alla prova.
Ne esci sfiancato,
quasi incredulo per averlo superato.
Non più forte,
ma più propenso ad assaporare la bellezza della vita.
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