domenica 1 marzo 2026

Hitler

Hitler è l'emblema assoluto del male dell'era moderna. Quando ci si riferisce al male incarnato in un uomo si cita lui in associazione sempre alla relativa ideologia, il nazismo. Sembra che la sua figura sia stata ormai scolpita nell'immaginario popolare come personaggio paradigmatico, quasi impossibile da superare da altre figure recenti o anche passate della storia umana, altrettanto malvagie o anche di più. La storia viene scritta  sempre dai vincitori e osservando la cronaca recente salta all'occhio quanto essa sia palesemente manipolata, travisata e falsificata nel racconto mediatico e come possa influenzare la percezione individuale; alla luce di ciò, riferendosi alla storia passata si intuisce chiaramente quanto essa possa essere  stata riscritta attraverso omissioni, distorsioni o aggiunte fantasiose. Il fatto certo è l'enfatizzazione in negativo di questo personaggio tanto da diventare il male per antonomasia che sposta da sempre l'attenzione su fatti e personaggi discutibili recenti, spesso mascherati da detentori di democrazia e filantropica propensione. Si celebra la memoria per non perderla nel tempo ma al contempo   si perde la visione consapevole dei fatti che accadono in contemporanea con le stesse dinamiche perverse del passato davanti ai nostri occhi e che viviamo direttamente. Ciò che è accaduto in passato ha comportato necessariamente  la complicità cieca e   passiva della popolazione, allo stesso modo di quanto  accade oggi, senza che  molti se ne rendano conto. Hitler al di là di ogni giudizio morale  su di lui sembra un archetipo costruito ad arte per imprigionare le coscienze in trappole mentali distraenti, così come è stato costruito il mito del popolo perseguitato, diventato nel tempo intoccabile nel suo vittimismo permanente e che ora sembra disporre di ogni legittima libertà di compiere ogni nefandezza ai danni altrui.

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