martedì 10 marzo 2026

La pubblicità

 La pubblicità ormai è un sottofondo  che scandisce il noistro tempo. Sembra la leggera e innocua repitizione di suggerimenti per indurci ad ascquistare questo o quel prodotto. Distrattamente la subiamo come la normalità più naturale nella nostra vita. Sembra un focolare domestico che riscalda e conforta le nostre esistenze, forse molti avvertirebbero un vuoto se dovesse di colpo sparire. In fondo siamo pervasi dalla propaganda continua in ogni settore; si propaganda persino la guerra con filmati crudi ed efferati di crimini verso i civili accompagnati da toni trionfalistici e musichette allegre da parte anche di improbabili capi di stato psicopatici e fuori controllo, cosa vuoi che sia la pubblicità commerciale? Anzi è una nota amena di fronte alla violenza e al degrado della società odierna. La TV ci bombarda di pubblicità durante la visione di qualsiasi programma e sul telefono è il prezzo da pagare per vedere contenuti gratuiti  quando c'è l'opzione per l'uso gratuito di quel video  che ci interessa. In una società basata sul profitto è una regola quasi sacra e molti personaggi televisivi, soprattutto conduttori tendono a rimarcare questa sua importanza spesse volte nelle loro trasmissioni. Ci indirizza verso prodotti che sembrano semplificare le nostra vita, sembra un mutuo e benevolo e  suggerimento per facilitare la nostra esistenza e alla fine si arriva ad ambire quei determinati prodotti sponsorizzati e a scieglierli fra tanti altri. È nata sotto forma di  prolisse e lente  storielle, molto spesso divertenti e interessanti per trasformarsi in messaggi sempre più laconici e veloci, quasi a sancire la sacralità del consumismo e della preziosità del tempo rispetto al profitto derivato,una volta acquisita come abitudine collettiva. Anche i prodotti reclamizzati sono cambiati, da prodotti di vita quotidiana, più naturali e comuni siamo passati a oggetti più pesanti e lugubri, dove il fruitore- consumatore viene rappresentato come malato, ridicolo, sporco e affetto da disturbi fisici e mentali. Non a caso è piena di prodotti farmaceutici, cibo spazzatira e imbarazzanti dispositivi per trarci d'impaccio da deficit fisici o mentali, tipo pannolini per l'incontinenza, gengive sanguinanti, flatulenze, ambienti domestici sporchi e infestati, psicologi, pillole per dormire o contro l'ansia. Il cibo finto, processato  e velenoso viene propagandato a scapito di quello più naturale e salutare, tanto poi pochi secondi dopo viene reclamizzato il relativo farmaco per attenuare i diturbi di un'alimentazione sbagliata.  L'uomo viene sempre più umiliato anche nella pubblicità e vuole rispecchiare il cambiamento imposto nella società e nei costumi, tipo  la  sostituzione etnica tramite immigrazione clandestina e incontrollata e i  cambiamenti climatici dovuti a tecniche di geoingegneria. In ogni spot appare immancabilmente l'uomo, la donna o il bambino nero a ricordarci che la società presente è composta da questi soggetti e quella futura lo  sarà sempre di più fino alla sostituzione. Dall'altra parte c'è l'ossessivo roferimento alla "sostenibilità" del prodotto publicizzato, ma non si capisce cosa s'intenda veramente con questa parola mentre sempre più guerre infuriano, sempre più veleni vengono spruzzati nei cieli, mentre aumenta sempre più l'inquinamento elettro magnetico, ma nessuno ne parla. Poi ci sono gli appelli vergognosi e costanti delle varie associazioni per salvare i bambini da guerre e malattie, tramite  improbabili "ricerche" e aiuti che vanno avanti da decenni senza portare a nessun risultato. Lo sfruttamento e l'abuso nei confronti dei bambini rappresenta la pratica ormai  comune e consolidata in questa società senza nessuna morale o umanità. In sintesi la pubblicità così pervasiva e subdola ci condiziona più di un finto  dibattito politico aperto  e aggressivo, ma non ce ne rendiamo conto. Il primo è una farsa ridicola che qualcuno può smascherare più facilmente di un programna di manipolazione subdolo e pervasivo.

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