Sono entrata
senza volerlo dentro il suo mondo.
E' successo per
la necessità che a volte la vita impone.
Solo che adesso
quel mondo non esiste più,
o forse esiste nelle pieghe della sua
infermità.
Strano però ,
che io veda quell'uomo proprio ora che è scivolato,
sfumando,
dentro quel mondo.
Nel suo io
evanescente ,
colgo aspetti della sua personalità da sempre
sconosciuta
Nei pianti
sconsolati,
vedo la sua debolezza da sempre celata.
Nel suo bisogno
di calore umano,
vedo il gelo della sua anima disciogliersi in
un'affettività mai mostrata.
I suoi eloqui
confusi,
le sue paranoie,
le sue prostrazioni mentali,
mi
svelano un uomo nascosto da un'immagine di perfezione affettata .
L'immagine che da
sempre ha incarnato mio padre.
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