"Non riesco mai a lasciarmi andare, mai". " Lo so, hai sempre quei pensieri che ti martellano in testa e quella grande paura di vivere" "Vedo che mi conosci bene, però adesso che l'ora si avvicina a grandi passi, ho anche tanta paura di morire, ma ancora di più di dover ricordare la morte di qualcuno a me molto caro"
"Parli di lui lui vero?" "Principalmente di lui , da quando si ammalò vivo nell'ansia più atroce ed ora questo ulteriore problema sta sconquassando la mia anima già sofferente. Non riesco più ad avvicinarmi a lui con la naturalezza di prima, è come se volessi mettere già una distanza tra di noi, quella distanza che mi terrorizza al solo pensiero. È assurdo, ma non riesco più a lasciarmi andare con lui. Mi sento così vigliacca. Ascolto il suo respiro mentre dorme e sfogo la mia ansia proprio su di lui. Sono una persona orribile, non riesco a supportarlo, ad amarlo come meriterebbe per paura, per la mia grande paura." Mi dispiace molto, vorrei aiutarti ma non so come." Era una delle sue tante notti quasi insonni, in cui i pensieri affollavano la sua mente oltremodo e l'afa non la faceva riposare. Al buio scriveva i suoi pensieri e il ventilatore alleviava il suo disagio fisico, mentre il tempo scorreva inesorabile e l'alba stava per spuntare col suo carico di stanchezza residua.
"Credo di essere troppo dipendente da lui, in tutti i sensi, di esserlo materialmente lo sapevo, è evidente, ma ho scoperto di esserlo anche psicologicamente." "C'è amore in questa dipendenza non solo utilitarismo. " "Questo è sicuro, ma mi conosci vorrei essere sempre pura ed integra moralmente. Mi consola il pensiero che quando mi chiedo cosa sia l'amore penso a lui, non ho mai avuto dubbi."
Intanto l'alba infuocava l'orizzonte con i suoi colori degradanti e la luna si stagliava nel cielo terso. Credo sia ora di andare a dormire pensò.
"Sto pensando ancora a quel paradiso dei gatti, vorrei ci fosse anche lui, l'idea di perderlo per sempre mi devasta. Forse come dice qualcuno non è un luogo quel paradiso ma una variazione di frequenza che la nostra anima aggancia nel momento della morte e dell'abbandono del corpo". Quindi credi nell'aldilà?" "Si, sempre più e non è solo una speranza cresciuta negli ultimi anni, ma sta diventando una convinzione. La nascita e la morte esistono solo in questo mondo, ma tutto è immanente, la separazione è un inganno terreno, come anche l'inizio e la fine della vita. È un gioco che viviamo qui." " Quale senso avrebbe questo gioco?" "Questo è il grande mistero; il perché degli spiriti immortali debbano vivere questa esperienza terrena, o come dice qualcuno diverse esperienze. Abbiamo scelto di farlo o qualcuno ci ha indotto a farlo?" "Parli di gioco eppure l'amore e la sofferenza sono così reali." "Forse perché noi siamo reali, solo il resto non lo è, parlo della materia. Viviamo nell'inganno che la materia sia reale, questo mondo lo sia, il nostro spirito no, che sia solo utopistico, trascendente. Viviamo dentro un gioco ma non lo viviamo come tale perché non sappiamo lo sia." "E poi c'è quella paura quasi innata di cui prendiamo coscienza appena cresciuti, appena siamo consapevoli della sua portata. A volte anche i bambini la percepiscono e rimangono attoniti, il mio nipotino ad esempio così sveglio e sensibile."" Si, la paura della morte ci accompagna per tutta la vita e da essa è condizionata." "Mi piace poter parlare con te, con nessun altro potrei farlo. La gente non è interessata a queste elucubrazioni mentali, li ritiene futili e insensate." "Si, molti vivono immersi in questa vita come fosse l'unica possibile e quelli che hanno velleità spirituali si affidano alle religioni che speculano su questa paura con la minaccia della a colpa e della espiazione . " "La gente cerca le risposte nel mondo esterno e non i se stessi, hanno dimenticato tutto, ciò che sono stati." "È il processo che s'innesca appena venuti in questo pianeta, la maggior parte dimentica." Anche io ho dimenticato, ma spesso percepisco la sensazione di voler tornare a casa, percepisco la nostalgia della separazione da un posto primordiale da cui sono venuta."
"Se solo si smascherasse l'inganno, se solo si capisse che la morte non è la fine di tutto, ma la fine corporale in questo mondo, la fine di un'esperienza terrena, solo un passaggio, una trasformazione, allora gli umani non avrebbero così paura, non sarebbero così manipolabili" "Ma è realmente così?" "Nessuno può saperlo da qui, ma io mi fido delle mie percezioni, dei miei nebbiosi "ricordi." Di una cosa sono certa, la verità è dentro di noi."
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