giovedì 21 agosto 2025

Surrogato d 'amore( dialogo interiore)

 Un cane  abbaiava nella notte, quel latrato rimandava echi antichi  di un passato remoto vivo nella sua mente, ormai sempre in cerca di ricordi infantili. Il periodo dell'infanzia sembrava la chiave del suo mondo, del suo spirito, eppure non aveva ricordi chiari; ma cosa più importante non sembrava avere ricordi piacevoli di gioia  dovuti ad avvenimenti particolari, ma solo nostalgia di quella sensazione di tempo infinito. Non aveva nemmeno ricordi traumatici o particolarmente tristi, ma solo un mistero da svelare in quel passato:  se stessa. Come poteva essere da bambina quell'essere misterioso che rispondeva all'immagine di sé stessa? solo l'idea di essere stata piccolina la sconvolgeva, non ricordava di aver vissuto quello stato e questo la sconvolgeva ancor di più. "Della  mia memoria infantile, l'unica  cosa chiara che ho é legata al cibo." "Si, è legata a tua madre,  alla sua attenzione verso di te; era il suo modo di  esercitare  amore e di rimando il solo segno  di amore suo percepito da te." "Si, il segno di amore e di dolore che mi porto ancora dentro come una stigmate che non si rimargina." " Il non amore, la non attenzione  mi hanno segnata per sempre, ho sempre pensato di non meritarlo, sono  convinta che inconsciamente lo pensassi anche da piccola  Poi crescendo ho capito di non avere nessuna colpa,   ma ormai si era insinuata  in me   e me la porto addosso ancora adesso come un macigno." "Quale peso pensi abbia avuto lei in tutto questo, se lo ha avuto secondo te?" " Penso abbia avuto un peso grande ma inconsapevole. Lei si é trascinata dietro il suo bagaglio greve di vissuto problematico. Ha pensato di dovermi dare ciò che le è mancato " "Cosa pensi le sia mancato?." " È nata in tempo di guerra ed ha vissuto tutto il dopoguerra con gravi disagi e privazioni. Ha patito la fame, il freddo e qualsiasi altro tipo di  disagio. Non ha ricevuto nessuna attenzione dai genitori, né materiale, né psicologica. Abbandonata a se stessa, fin da bambina ha dovuto lavorare in casa ed in campagna, senza ricevere nessun conforto, nessun supporto. Era un piccolo animale da utilizzare per scopi di sopravvivenza emergenziali." "Ricordo le sue parole di rancore verso la madre, mentre recriminava la mancanza di supporto verso quella bambina disperata costretta a lavorare senza mangiare. Sua madre non le aveva risparmiato nessuno sforzo fisico, nessuna privazione alimentare e di sussistenza. Secondo lei la madre scansava le fatiche a danno dei suoi sette figli e soprattutto sue. Quando poteva le fatiche  addossava a loro senza tanti  scrupoli."  " Si, era un "mantra" che ripeteva spesso ed io non solo non le ho mai prestato attenzione, ma ero portata a  stare dalla parte di nonna così allegra e quasi svampita contrariamente a lei così cupa e severa, ma allora non capivo la portata di quel racconto e poi il conflitto costante con lei faceva il resto." Ti senti in colpa per non averla compresa?" " Umanamente si, ma io da figlia, come ho già detto,  allora non ero in grado di capire una realtà fortunatamente a me sconosciuta e poi la ripetizione ossessiva di quei racconti rapportata  alla realtà odierna, secondo lei così agevole e fortunata per  me costituiva un vantaggio generato dai loro sacrifici  e dal   vantaggio temporale   che diveniva quasi una colpa originaria da rinfacciare spesso." " Già è vero, lei come anche  tuo padre pensavano che il benessere materiale, quello che a loro era mancato, fosse l'unico dono per i figli da elargire in questo mondo. Assolvendo al compito di provvedere materialmente ai propri figli  automaticamente pensavano di essere completamente a posto con la  coscienza." " Non solo sembrava si aspettassero un attestato di riconoscenza continua."  " Io sono stata sempre dura con loro, non ho mai riconosciuto i loro sacrifici per tirarmi su, il loro arduo lavoro. La riconoscenza verso di loro è un sentimento che non ho mai provato e questa è un'altra colpa da annoverare alle tante altre." " Ora cosa provi invece verso di loro?" "Ora riesco a capire i loro sforzi, non sono più condizionata dai rancori e quella riconoscenza riesco a provarla seppur a modo mio." " Si aspettavano una figlia diversa, cioè normale, invece per loro eri un essere strano capitato   per disgrazia." "Nella loro mente limitata era così , infatti mi ripetevano spesso quella frase che ora mi risuona quasi con orgoglio" non sei come gli altri" ma allora mi  feriva come una lama tagliente ed era una loro manifestazione di disprezzo, di non riconoscimento come figlia a causa di  quella diversità, come il cucciolo deforme o malato  che alcuni animali scartano dalla loro cucciolata, ma loro chiaramente non potevano farlo."  " Si, ricordo il continuo confronto con gli altri sempre a tuo sfavore, soprattutto nei confronti di quei tuoi due cugini che sembravano avessero preso il tuo posto nel loro cuore in termini di affetto filiale." "Si, ho odiato anche loro pur sapendo  che  erano ovviamente incolpevoli." " Li hai perdonati o no?" " Decisamente si, loro hanno fatto il loro percorso di sofferenza così come io ho fatto il mio. Hanno sbagliato come io avrò sicuramente sbagliato con i miei figli. La differenza è che io ne sono consapevole invece loro no e per questo forse hanno fatto più danni , nello stesso tempo  paradossalmente hanno più assoluzioni." Quali sono i danni arrecati?" Questo mio sentirmi  sempre inadeguata, colpevole, cattiva, non degna di amore,  di stima,  di considerazione, come fossi quasi invisibile, forse mi sono resa invisibile sviluppando una dissonanza cognitiva verso questa realtà." " Forse non li hai perdonati se imputi a loro il tuo modo di essere. Non parlavi di te stessa come di un'anima diversa, più consapevole?" " Più consapevole non saprei, diversa sicuramente si. Ma possono essere entrambe le cose, il condizionamento ambientale sicuramente c'è  stato insieme allo loro influenza. La mia anima diversa anche, credo." " Del resto non si possono scegliere i genitori, anche se qualcuno dice che scegliamo di fare esperienza in questo pianeta e contemporaneamente scegliamo i nostri genitori, anzi tutta la nostra famiglia." "Non credo a questa teoria, penso ci sia un inganno che ci porti qui, una prigione che ci tarpa le ali per alimentare esseri parassiti che si nutrono della nostra energia. Le anime più consapevoli penso siano ulteriormente penalizzate, sbattute in contesti difficili deliberatamente." " Tu e il tuo pessimismo complottista." "Può darsi. Ma tornando ai miei genitori credo si siano ritrovati a gestire un'anima diversa, direi problematica per questo mondo, senza averne gli strumenti a causa della loro mente limitata dovuta alle difficoltà  e mancanze sociali e ambientali nelle quali sono vissuti. Da qui le mie assoluzioni verso di loro." " Capisco, ma tornando al cibo, cosa rappresenta per te?" " Come ho detto è il mio legame d'amore con  mia madre. un legame d'amore e di dolore che ha sostituito l'amore fisico e psicologico materno. Un surrogato di quell'amore che riempie i vuoti, placa le angosce e le frustrazioni. Forse un surrogato dell'amore in generale." " Però ho notato che ora spesso rievochi l'infanzia con nostalgia e strano dolce languore. " " Si forse perché da vecchi si rimpiange l'infanzia. Loro dandomi il benessere materiale, o almeno una sopravvivenza decente e una facile esistenza senza sforzo fisico, tenendomi in una campana di vetro senza darmi la   possibilità di fare nulla; tenendomi come una specie di soprammobile da esibire,  un trofeo ottenuto grazie ai loro sacrifici credevano di compensare  in questo modo la loro mancanza e sofferenza filiale. Ma c'è anche egoismo e narcisismo in questo e poi un'indifferenza di fondo generata da una presuntuosa ignoranza. " " "Molti sbagliano pensando di dover dare ai  figli ciò che è mancato a loro ignorando altre esigenze personali più giuste,  a volte anche impellenti. In questo modo ti hanno resa inetta e incapace di affrontare il mondo." "Posso dirti una cosa? Penso che tu ti senta così  cattiva solo perché hai tante colpe addosso che non riesci a scrollarti." " Le colpe creano false percezioni lo so e ingigantiscono le responsabilità. A conclusione di questo dialogo In fondo penso che  queste  siano solo elucubrazioni mentali, ma il pensiero personale è realtà.






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